1° convegno nazionale sulla storia del pensiero linguistico e semiotico (CISPELS 18)

Dal 17 al 19 settembre si è svolto a Villa Mirafiori (dove adesso è rimasto solamente il Dipartimento di Filosofia della “Sapienza”, Università di Roma) quanto indicato nel titolo.

Il programma si può scaricare da questo link.

Il convegno aveva due obiettivi, largamente raggiunti:

  1. costruire un’occasione di confronto intorno agli oggetti possibili e ai metodi dell’analisi storica e storico-teorica in ambito linguistico e semiotico, riprendendo e sviluppando all’altezza dell’oggi le questioni sollevate agli albori della disciplina (anni Sessanta-Settanta), anche in relazione all’assetto complessivo delle ricerche linguistiche

  2. offrire una mappa delle ricerche in corso nel campo della storia delle idee e delle dottrine linguistiche, mediante la partecipazione sia di colleghe e colleghi delle società scientifiche coinvolte, sia, auspicabilmente, dei giovani ricercatori che si stanno formando nei diversi settori (AIS, AISS, ASLI, SFL, SIFR, SIG, SLI), in Italia e all’estero

Inoltre nell’assemblea che si è tenuta alla fine della seconda giornata si è deciso di procedere in maniera consortile rispetto alle sette società da cui provenivano i partecipanti, cioè SENZA fondare una ottava organizzazione, né riscoprire l’acqua calda. Entro l’anno solare dovrà essere stilato un regolamento interno. Un grosso obiettivo a media distanza sarà l’organizzazione del quindicesimo ICHoLS (International Conference on the History of Language Sciences, «the most important platform for researchers working on the history of the language sciences» avviata a Ottawa nel 1978), che si terrà per la prima volta in Italia, a Milano.

La mia relazione, progettata insieme alla collega romena Iulia Cosma (Universităţii de Vest, Timişoara), è stata assegnata alla sezione “Poster” (novità per me!) e qui sotto trovate una foto del pannello che abbiamo realizzato alla bell’e meglio: tutto iconico!

CISPELS-poster

Ecco qui inoltre: l’abstract (inviato a metà maggio, sperando nell’approvazione); il breve testo che abbiamo dato a chi si è avvicinato per chiedere delucidazioni (pochi); il testo del riquadro sulla «breve stagione della linguistica romena nell’editoria italiana» che abbiamo affisso il secondo giorno, per completare un po’ la presentazione (a metà pannello, sulla destra, nella foto).

ABSTRACT

Iulia Cosma (Universităţii de Vest, Timişoara), Alessandro de Lachenal (Roma)
L’Italia, la Romania e Tullio De Mauro
Ciò che ha a che fare con la Romania non gode di molto favore in Italia: non ci riferiamo soltanto alla cattiva stampa, che spinge l’opinione pubblica a cercare quasi ‘spontaneamente’ un capro espiatorio di nazionalità romena quando avvengono furti, stupri o altri reati odiosi, ma anche al campo ben più rispettabile della linguistica: studiosi d’eccezione come Tagliavini o Coseriu non possono cancellare quello che invece appare come un disinteresse abulico. Nella nostra relazione intendiamo prendere in esame questo problema su entrambi i versanti nazionali, ma senza pretese di esaustività: da un lato passeremo in rassegna la ricezione nell’Italia postbellica di alcuni linguisti romeni e, nella direzione inversa, ci concentreremo sulle riverberazioni di alcune opere di Tullio De Mauro nella letteratura scientifica in Romania. In termini di ‘scuole linguistiche’, se a quella romana va il merito di aver introdotto in Italia alcuni saggi di Coseriu, ancor oggi imprescindibili, quella padovana-bolognese patrocinò varie opere di Marcus, Stati, Florescu e altri soprattutto nel «decennio delle traduzioni». Oltre a questo, consideriamo necessario orientare la nostra ricerca verso la ricezione del pensiero demauriano in Romania, superando le apparenze di una relativa insensibilità dell’ambiente scientifico romeno nei confronti di esso. Se la traduzione dell’edizione del Cours di Saussure con i suoi apparati fondamentali verrà messa a disposizione del pubblico romeno nel 2000, non ci sembra lecito trascurare la traduzione dell’Introduzione alla semantica nel 1978, Introducere în semantică a cura di Anca Giurescu, docente di lingua italiana presso l’Università di Bucarest, che dieci anni dopo emigrerà in America insieme al marito, professore di storia. La traduzione di Anca Giurescu non può non aver suscitato interesse da parte degli studiosi romeni e il nostro contributo intende delinearne le tracce. Ma per non trascurare la possibilità che qualche altro saggio di De Mauro in lingua originale o in traduzione potesse essere stato letto da italianisti o studiosi di filologia romanza ancora prima del 1978, verrà eseguita una ricerca anche su libri e riviste pubblicati in Romania dagli anni Sessanta fino al 2017, con l’intento di tracciare una mappa il più accurata possibile sull’accoglimento del pensiero di Tullio De Mauro in Romania.

SINTESI (brevi manu)

La ragione che ci ha spinto a partecipare al primo convegno CISPELS poggia sull’impressione che oggi il romeno sia una lingua scarsamente presa in considerazione nelle riflessioni degli studiosi italiani. Questo è un peccato non perché, banalmente, faccia parte anch’essa delle lingue romanze, né perché questa situazione ignori la simpatia con cui i due popoli si guardarono fin dall’epoca risorgimentale, accomunati da aspirazioni analoghe, mentre oggi le posizioni si sono capovolte radicalmente. E neanche l’aura di Eugenio Coseriu (rectius: Eugeniu Coşeriu) pare sufficiente a far invertire la rotta…
Tale situazione dispiace, piuttosto, perché sembra dimenticare che in un passato neanche remoto le cose sono andate diversamente, come testimoniano diversi aspetti sui quali vogliamo richiamare l’attenzione.

  • Anzitutto sembra essere caduta nell’oblio l’eccezionale competenza specifica di Carlo Tagliavini (docente a Padova dal 1936 al 1973, dove lavorò assieme a Gianfranco Folena e Giovanni Battista Pellegrini, nonché mentore di Manlio Cortelazzo, Giuseppe Francescato, Alberto M. Mioni, Lorenzo Renzi, fra gli altri), il cui operato proviamo a rivalutare, guardando anche al di là di facili contrapposizioni.

  • Nel “periodo delle traduzioni” (anni Sessanta-Settanta) si può individuare una breve “stagione della linguistica romena”, che non è mai stata messa in luce adeguatamente nonostante il grande valore intrinseco delle proposte.

  • Abbiamo effettuato una ricognizione degli studi su riviste e libri specificamente romeni, nei quali le idee di Tullio De Mauro sono state presentate, esposte, esaminate e discusse; quindi, sulla base di risultati non del tutto scontati, abbiamo cercato di delineare alcuni tratti essenziali della sua ricezione.

“LA BREVE STAGIONE DELLA LINGUISTICA ROMENA”

Volumi pubblicati nella collana «Linguistica» (dir. C. Tagliavini):

• Nicolae Drăganu, Storia della sintassi generale, Pàtron, Bologna 1970 [1944]
n° 1 – trad. di Paola Bardelli Plomteux
• Salomon Marcus, Edmond Nicolau, Sorin Stati, Introduzione alla linguistica matematica, Pàtron, Bologna 1971 [1964]
n° 5 – trad. di Filippo Franciosi
• Tatiana Slama Cazacu, Introduzione alla psicolinguistica, Pàtron, Bologna 1973 [1968]
n° 9 – trad. di Paola Bardelli-Plomteux, Mihaela Cârstea, Dina Fabiani

ALTRI VOLUMI:

• Ioan Guţia, Grammatica romena moderna, Bulzoni, Roma 1967 (rist. 1981]
• Lorenzo Renzi, Canti narrativi tradizionali romeni. Studio e testi, Olschki, Firenze 1969
• Alexandru Niculescu, Florica Dimitrescu (a cura di), Testi romeni antichi (secoli XVI-XVIII). Con introduzione, studio linguistico e glossario, Antenore, Padova 1970
• Vasile Florescu, La retorica nel suo sviluppo storico, a cura di Renato Barilli, trad. di Alessandro Serra, il Mulino, Bologna 1971 [1960]
• Eugenio Coseriu, Teoria del linguaggio e linguistica generale. Sette studi, a cura di Raffaele Simone, trad. di Raffaele Simone e Luigi Ferrara degli Uberti, Laterza, Bari 1971 [collana «Biblioteca di cultura moderna», n° 715]
• Sorin Stati, Teoria e metodo nella sintassi, il Mulino, Bologna 1972 [1967]
• Iorgu Iordan, Maria Manoliu Manea, Linguistica romanza, a cura di Alberto Limentani, trad. di Marinella Lőrinczi Angioni, Liviana, Padova 1974 [1965]
• Alexandru Niculescu, Strutture allocutive pronominali reverenziali in italiano, Olschki, Firenze 1974
• Sorin Stati, Il significato delle parole, D’Anna, Messina-Firenze 1975
• Sorin Stati, Strumenti logici per la linguistica, Pàtron, Bologna 1976 [1971]
[collana «Linguistica generale e storica», diretta da C. Tagliavini, n° 2]
• Sorin Stati, Le teorie sintattiche del Novecento, il Mulino, Bologna 1977
• Marin Mincu, Marco Cugno, I canti narrativi romeni. Analisi semiologica, Giappichelli, Torino 1977
• Marin Mincu, I mondi sovrapposti. La modellizzazione spaziale nella fiaba romena, Giappichelli, Torino 1978
• Sorin Stati, Manuale di semantica descrittiva, Liguori, Napoli 1978
[collana «Strumenti linguistici» diretta da Gianfranco Folena, n° 4]
• Sorin Stati, Il dialogo. Considerazioni di linguistica pragmatica, Liguori, Napoli 1982
• Marin Mincu (a cura di), La semiotica letteraria italiana. Interviste con D’Arco Silvio Avalle, Maria Corti, Cesare Segre, Umberto Eco, Emilio Garroni, Stefano Agosti, Marcello Pagnini, Alessandro Serpieri, Gian Luigi Beccaria, Aldo Rossi, Antonino Buttitta, Gian Paolo Caprettini, Feltrinelli, Milano 1982

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