Il Corano: traduzione e mistificazioni (reblog)

Il Corano: traduzione e mistificazioni.

Trovo ieri, 2 aprile 2015, nel sito L’intellettuale dissidente la riedizione di un bell’intervento che Franco Cardini ha pubblicato la scorsa domenica (29 marzo 2015), proprio quella detta «degli ulivi», col titolo generale (generico?) di Minima cardiniana, 69 e che riporta anche due schede con alcuni giudizi, tanto seri quanto argomentati, di Paolo (Luigi) Branca, associato di Storia delle Religioni (Islamismo) presso l’Istituto superiore di scienze religiose di Milano (alla Cattolica, per far prima). Qui una sua intervista, datata 13 febbraio 2015.

Franco Cardini

Franco Cardini

In esso Cardini analizza la traduzione del Corano di Cherubino Mario Guzzetti (un salesiano)  ma soprattutto le storture nella presentazione di Magdi Cristiano Allam.
Si tratta di un’iniziativa varata dal quotidiano Il Giornale, di per sé lodevole se non fosse attuata in senso propagandistico (anti-musulmano), soffiando sulla paura che già i media stanno alimentando a partire dalle azioni del sedicente Stato islamico (la parolina-chiave sui quotidiani è ISIS).
Non a caso la collana in cui compare il testo si denomina «Biblioteca delle libertà»: ma non ricorda qualcosa che già anni addietro Berlusconi ordì insieme al suo degno compare (e, ahimè, bibliofilo) Massimo Dell’Utri?
Fa bene quindi Cardini, grazie alla sua dottrina ed esperienza di storico (oltre che emerito di Storia medievale e direttore del Centro di Studi sulle Arti e le Culture dell’Oriente dell’Università Internazionale dell’Arte di Firenze, nonché, con Luciano Canfora, della Scuola Superiore di Studi Storici dell’Università di San Marino, è Directeur d’Études nell’Ecole des hautes études en sciences sociales di Parigi e Fellow della Harvard University a Boston, nel Massachusetts) a rintuzzare, pacatamente ma con ottime ragioni, le castronerie diffuse da quella pubblicazione.

Cardini era già intervenuto pochi giorni prima (24 marzo 2015) su temi analoghi: ecco il suo articolo STATO ISLAMICO”, BARBARIE E STRATEGIA sul sito Sollevazione (foglio telematico del Movimento popolare di liberazione, alias ‘coordinamento nazionale della sinistra contro l’euro’, come leggo sotto il banner della pagina).
E le sue posizioni sono evidentemente più condivisibili di quelle dei suoi antagonisti, se già il 5 dicembre 2012 il blog Iran Mondo (curato da Ali Reza Jalali, studioso e saggista, che si occupa di Iran, Medio Oriente e cultura islamica sotto molteplici aspetti) ripubblicava a sua volta la recensione che Claudio Mutti scriveva sul suo blog eponimo il 10 ottobre 2005 a un altro suo libro, dedicato sempre a questi problemi: L’invenzione dell’Occidente, pubblicato da Il Cerchio a Rimini nel 2004 — la stessa casa editrice che nel 2012 ha pubblicato Il Franco Tiratore. Bibliografia degli scritti di Franco Cardini 1957-2011, a cura di A. Musarra (come apprendo dall’articolo iniziale).

 Paolo Branca

Paolo Branca

Fra gli argomenti di rilievo segnalo le osservazioni sul classico errore (ma qui si tratta invero di malafede vera e propria!) di estrapolare e intendere alla lettera singole espressioni: insomma la decontestualizzazione intenzionale.

E leggo con piacere anche la menzione della traduzione del Corano pubblicata nel 2003 da Newton Compton a cura di Roberto Hamza Piccardo, che si vanta di essere l’edizione ufficiale dalla Unione delle comunità islamiche d’Italia (UCOII), a proposito della quale riporto letteralmente: «giudicai pertanto uno straordinario segnale di amicizia e di disposizione al dialogo il fatto che proprio essa [sc. l’U.Co.I.I.] sollecitasse la Prefazione di un cattolico osservane (mi chiedo quali e quante edizioni del Vangelo dispongano di un prefatore musulmano)».

Infine, tre considerazioni conclusive.
(A) Non ho mai studiato l’arabo, ma credo che questo non escluda la possibilità di intervenire.

(B) È su testi di grande rilevanza sociale (e la religione lo è sempre stata, nel bene e nel male) che si scatenano dibattiti, prese di posizione e perfino ‘guerre’ ideologiche. Prima ancora del Corano, in Occidente la (lettura della) Bibbia stessa ha creato non poche separazioni, che vivono e dividono ancora oggi paesi e culture (in tutti i sensi del termine).

(C) All’inizio mi sembrava un post sconclusionato e poco legato ad altro. Ora che ho finito, invece, mi pare un bel modo per fare gli auguri di pasqua a tutte/i!
Per il botto e allegerire il tutto, leggetevi questo, corredato da un video da cui ho preso il primo fotogramma.

Raul Lemesoff

Raul Lemesoff

 

NOTE SPARSE

Fino a quando mi ci sono imbattuto, poche ore fa, non conoscevo L’intellettuale dissidente del (presumo milanese) Circolo Proudhon. Lo trovo un titolo di per sé accattivante, ma giudico altresì fastidioso, per non dire controproducente l’uso del carattere bastone: mica li hanno create per nulla le grazie nei fonts… E ricordo ancora la condanna marxiana di Pierre-Joseph Proudhon nella Miseria della filosofia (1847), che lessi addirittura negli anni conclusivi del liceo.

Clicca qui per saperne di più sull’ultimo libro di Cardini, L’ipocrisia dell’Occidente. Il califfo, il terrore e la storia (Laterza 2015).

Per Branca, segnalo una recensione del 2008 Cercando un altro Islam: tre libri sui mussulmani che vivono intorno a noi, a firma di Nicola Fiorita, sul sito di Jura gentium, fra cui il suo Yalla Italia (Edizioni lavoro). Erano anni nei quali anche in Italia si iniziava ad avvertire una certa angoscia su queste tematiche, ma le minacce di oggi erano ancora lontane.

La traduzione più consultata del Corano rimane tuttora quella di Alessandro Bausani, che uscì inizialmente nel 1955 per Sansoni (tuttora in commercio, ma col marchio Rizzoli) e il cui commento occupa, da solo, la metà delle pagine del testo sacro dell’Islam (almeno nell’edizione che possiedo, del 1978). Esso è preceduto da una dotta introduzione (una settantina di pagine) e seguito da un utilissimo Indice analitico (mentre appare invecchiata, ovviamente, la Bibliografia). Per le questioni storiche, dottrinarie ed esegetiche la voce Corano di Wikipedia mi pare sufficientemente articolata e informata.

C’è in rete un’intervista recente (24 febbraio 2015) di Gad Lerner a Riccardo Hamza Piccardo, dove tra molto altro sottolineo, anche rispetto alla ‘decontestualizzazione intenzionale’ di cui sopra, specialmente questa sua affermazione di sapore geronimiano: «Il letteralismo tradisce lo spirito pretendendo di rispettare la lettera». Si riferisce ai neo-convertiti dell’islam, ma credo sia applicabile anche ai fondamentalisti cattolici e cristiani.

Ho sentito pronunziare in radio la sigla ‘ISIS’ (per lo ‘Stato islamico dell’Iraq e della Siria’ di cui si parla tanto in questi giorni) anche con accento inglese (àisis) e ce ne sono anche altre: Isi (Stato islamico dell’Iraq), Isil (Stato Islamico dell’Iraq e del Levante), IS (Stato islamico, tout court), che confondono parecchio le idee, soprattutto perché tutte derivano dalla stampa inglese (altrimenti perché inizierebbero tutte con la ‘I’?).
Due ‘aiutini’: sul Post del 19 giugno 2014 c’è una spiegazione e due cartine, su Internazionale del 17 febbraio 2015 un riepilogo delle imprese più recenti.
Chiarito ciò (a me stesso per primo…), anche se i due gruppi non sono alleati (al momento), mi ricorda il caso del tutto analogo di al-Qaida, che pochi anni fa nell’impreparazione globale si vedeva scritto nelle maniere più disparate: al Kaida, al-Khaeda, al Qaeda, con e senza trattino, insomma una vera… babele!

Su (A), rammento sempre i libri importanti di Gigliola Fragnito, docente di Storia moderna a Parma sino al 2011: La Bibbia al rogo. La censura ecclesiastica e i volgarizzamenti della Scrittura (1471-1605) (il Mulino, 1997, ried. in economica, 2015) e Proibito capire. La Chiesa e il volgare nella prima età moderna (il Mulino, 2005). A questo link una bibliografia dell’Autrice.

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