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Un(a) editor sintetizza il lavoro in casa editrice

Sempre più spesso veniamo a sapere di corsi, master, presentazioni eccetera relativi al lavoro editoriale. Si tratta di una tendenza in ascesa, la quale però a mio modestissimo avviso è più vicina alla nottola di Minerva che alla riprova di una qualche vitalità (e ancor meno crescita…) del settore.

Ho appena trovato una paginetta su Libreriamo, dove la simpatica editor della casa editrice fiorentina milanese Ponte alle Grazie¹ che risponde al nome di Cristina Palomba espone in maniera succinta ma sostanzialmente corretta e attendibile la sua attività, nelle sue varie (tre?) fasi. Non resisto a postarlo: casomai qualcuno avesse bisogno di una rinfrescata a riguardo, se la può cavare con questa lettura ‘edificante’ di pochissimi minuti.

Chi invece avesse più tempo e volesse approfondire la questione, pur limitandosi a qualcosa leggibile su internet, consiglio la ventina di pagine (peraltro ben strutturate, grazie alla tripartizione fra scelta/traduzione/redazione di testi) su Portaletture, dal titolo (falsamente) esplicativo Fare libri. Il lavoro in casa editrice, a firma di Carlo Minoia. In esse sono riprodotti interessanti documenti italiani (oggi in possesso della Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori), fra i quali una lettera con una doppia valutazione del Gattopardo, una dattiloscritta di Angelo Romanò e un’altra, successiva e manoscritta di Elio Vittorini, un caso sul quale mi viene da citare il recentissimo e interessante libro di Gian Carlo Ferretti, Siamo spiacenti. Controstoria dell’editoria italiana attraverso i rifiuti, pubblicato da Bruno Mondadori (le vicende del libro siciliano vi inaugurano il terzo capitolo, ma in maniera meno dettagliata di quanto si può leggere sul sito Portaletture, anche se fluiscono in un contesto discorsivo più ampio).

¹ «fondata a Firenze alla fine degli anni Ottanta, è stata rilevata dal Gruppo Longanesi nel 1993, nel gennaio 2006 è entrata a far parte del Gruppo editoriale Mauri Spagnol (GeMS), la nuova holding editoriale nata dall’accordo tra le famiglie Mauri e Spagnol» (cito dal sito ufficiale).

Una gradevole istantanea di Cristina Palomba

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