PETRA

L’ultimo post mi ha fornito l’occasione per fare la conoscenza di qualcosa di cui avevo sentito solamente parlare e mi aveva incuriosito, ma senza approfondire.

PETRA è stata già la denominazione di un programma comunitario negli anni Novanta, ma ancora adesso mantiene un legame con la Commissione europea: difatti oggi è l’acronimo francese di Plateforme européenne pour la traduction littéraire. Essa raccoglie un appello lanciato in occasione degli Stati generali del multilinguismo (Parigi, settembre 2008) e ripreso a Bruxelles nell’aprile 2009 dall’allora presidente della CE, José Manuel Barroso, il quale durante la conferenza sulla “Traduzione letteraria e culturale” propose ufficialmente di incentivare il lavoro traduttivo.

logo Petra

Questo organismo è coordinato da Passa Porta (la Casa internazionale della letteratura a Brussels), e vi partecipano altre 5 organizzazioni: il Literarisches Colloquium (Berlino), l’Istituto polacco del libro (Cracovia), la rivista Transeuropéennes (Parigi) e la Società slovacca dei traduttori letterari (Bratislava). Info su questi li trovate a questa pagina.
Ci sono poi 12 partner associati in tutta Europa (gli ‘istituzionali’ CEATL e CETL, la spagnola Escuela de Traductores de Toledo, gli olandesi ELV e Dutch Foundation for Literature, la portoghese Fundação Calouste Gulbenkian, la rete HALMA, la svizzera ProHelvetia, le fondazioni tedesche intitolate a Robert Bosch e a S. Fischer, la belga Het beschrijf e la fiamminga Vlaams Fonds voor de Letteren).
A seguire, ancora, vari gruppi di contatto in un’altra ventina di paesi del Vecchio continente (si veda a questa pagina internet un elenco in continua evoluzione e perciò anche impreciso): in Italia questa funzione è coordinata dal Sindacato traduttori editoriali (evviva!).
Aggiungo ancora che nelle “Giornate della traduzione letteraria”, la cui decima edizione si è appena conclusa a Urbino (28-30 settembre), l’ospite d’onore è stato Bart Vonck, esponente di Petra.

Ma fin qui non avrei fatto che ricopiare diligentemente quello che chiunque è in grado di leggere su internet.
Invece la notizia più bella (che devo all’attivissimo Daniele Petruccioli) e in grado di giustificare questo nuovo post è che fra meno di un mese Petra-Strade fa il suo ingresso trionfale nel dibattito culturale italico organizzando il 22 e 23 ottobre le giornate di studio e confronto “Insegnare la traduzione letteraria?”). Sono della partita anche la Casa delle traduzioni e il Dipartimento di Studi Europei, Americani e Interculturali della ‘Sapienza’ — Università di Roma (beh, i link per questi me li risparmio, tanto li conoscete già tutti…).

Anche se in effetti non ho alcun titolo per pronunciarmi sul tema, noto con interesse (e simpatia) il punto interrogativo aggiunto alla fine. Certo, potrei sempre recriminare sul fatto che ancora una volta la letteratura ha la primazia rispetto alla saggistica, ma su questo sto lavorando da tempo e allora ne approfitto per un bel auto-spoiler [come tradurlo? forse con ‘autogol’…? – NdR]: tra novembre e dicembre 2012 cercherò di riequilibrare i rapporti; ma ogni cosa a suo tempo (ci sarà un post dettagliato a riguardo, promesso!). Comunque è pur sempre una bella iniziativa e un modo eccellente per introdurre PETRA.
Si può auspicare, infine, che serva da incentivo per avviare rapporti con realtà culturali ingiustamente trascurate (come quelle dell’Est europeo), ma non meno ricche e stimolanti di altre ben più ‘sfruttate’.

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