Libri come 2012

logo della manifestazione

Magari sarò stato l’unico a cui la cosa ha dato fastidio (al punto che, come l’asino di Buridano, ho finito per NON andarci affatto…), ma possibile che fra le tante cose, dovessero piazzare proprio (inesorabilmente!)  lo stesso giorno alla stessa ora i due ‘eventi’, ovvero ‘laboratori’ (sic entrambi sul sito ufficiale) che mi interessavano di più alla terza edizione di “Libri come 2012”, la manifestazione che si è tenuta a Roma presso l’Auditorium Parco della Musica dall’8 all’11 marzo scorsi?

Va bene, i due spazi erano contigui, però è evidente che uno zapping ‘fisico’ avrebbe reso impossibile seguire in maniera sensata l’una cosa e l’altra. Ma possibile che fossi l’unico a cui interessavano entrambi ? Possibile che il pubblico sia (già) così specializzato da dover scegliere ineluttabilmente fra editor e traduttore, che in fondo sono come le mie due anime (o meglio, due delle mie anime) ? La risposta la metto alla fine di tutto questo (luuuuungooooo) post.

Mi riferisco alla ‘serie’ (come denominarla, altrimenti?) intitolata “I mestieri del libro”, e in particolare agli incontri di giovedì 8: presso Garage, Officina 1, dalle ore 15 alle 18 c’era “Editor. Come si cura una collana di saggistica”, con la presenza di Maurizio Donati (Chiarelettere) e Marta Donzelli (Donzelli). Contemporaneamente a Garage, Officina 2, dalle ore 15 alle 18, si poteva assistere a “La traduzione editoriale”, coordinata da Simona Cives (Casa delle Traduzioni/Biblioteche di Roma) che presentava Ilide Carmignani — valente traduttrice dallo spagnolo, che nel 2000 ha vinto il primo premio per la Traduzione letteraria assegnato dall’Istituto Cervantes. Ha inoltre condotto (dal 2000 al 2006) e curato le 25 interviste (in cui le donne battono gli uomini 17 a 8… e anche su questo bisognerà riflettere in maniera non-banale) raccolte in Gli autori invisibili. Incontri sulla traduzione letteraria (Besa 2008, con prefazione di Ernesto Ferrero), dopo essere uscite su alcune riviste ma soprattutto su http://www.alice.it (l’attuale Wuz.it).

Ora vediamo in dettaglio come la kermesse definiva “I mestieri del libro” (ma non ho resistito a ridurre tutte le iniziali che erano scritte maiuscole, secondo il malvezzo angloamericano):

il ciclo di appuntamenti sul lavoro editoriale che la Festa offre a chi vuole scoprire quali sono le professioni, le competenze, le tecniche e le esperienze che ruotano intorno alle case editrici e ai libri

(copio e incollo dal sito ufficiale). Bene, ma il nome non ricorda qualcos’altro? Ma certo: riprende (ricopia?) il titolo di un libro che sembra essere andato abbastanza bene, firmato da Oliviero Ponte di Pino per TEA (prima ed. maggio 2008, sottotitolo “Dall’autore al lettore”, prefazione di Stefano Mauri).

Chi era costui? Su internet trovo che è nato il 18 maggio 1957 a Torino, è stato redattore presso Ubulibri (mantenendo poi un interesse costante per il teatro, come si evince anche dal suo sito personale). Dal 1988 al 1991 ha lavorato alla RCS Rizzoli Libri come “junior editor” e dal 1991 alla Garzanti editore, poi Garzanti Libri, di cui è diventato direttore editoriale nel 2000 e presso cui ha pubblicato Chi non legge questo libro è un imbecille. Una storia universale della stupidità attraverso 565 citazioni (1999).

I mestieri del libro (il suo volume summenzionato, non la sotto-manifestazione) sta nello scaffale accanto a Dario Moretti, Il lavoro editoriale (Laterza 1992, rifatto nel 2005), Enrico Mistretta, L’editoria. Un’industria dell’artigianato (il Mulino 2002) e Ilario Bertoletti, Metafisica del redattore. Elementi di editoria (ETS 2005). Rispetto a questi (debitamente presenti nella bibliografia conclusiva, a onor del vero) appare un po’ più scanzonato, come se si prendesse un po’ meno sul serio — il che non è detto che sia un difetto. Un po’ discosti occhieggiano Jason Epstein e André Schiffrin, di cui parlerò un’altra volta… o anche, per rimanere in Italia con (sana?) autarchia, ma a livello estremamente personale, Sandro Ferri con I ferri del mestiere (e/o 2011) e Marco Cassini, Refusi. Diario di un editore incorreggibile (Laterza 2008).

Dopo aver giocato tra libri e sensazioni, come mi piace fare qui, vengo alla risposta. Il problema non è personale, ovviamente, ma culturale. Voglio dire che “Libri come” ha assunto le stesse dimensioni elefantiache del Salone internazionale del libro di Torino (la prossima edizione si svolgerà al solito Lingotto torinese dal 10 al 14 maggio prossimi), della Fiera della piccola e media editoria (l’ultima edizione si è svolta al Palazzo dei congressi di Roma dal 7 all’11 dicembre 2011) ecc. Come se bisognasse ingozzare tutti di tutto, affannosamente, freneticamente. Paradossalmente, uno stimolo a pensare si sta trasformando (al limite) in un ostacolo a pensare, per la sovrabbondanza di offerta, che si tramuta in una difficoltà di scelta e genera anche un abbassamento del costo/prezzo per una inesorabile legge economica. Per questo parlavo di ‘kermesse’, e non in senso positivo!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...