Sindacato dei traduttori editoriali

Quando scrivevo l’ultimo post (ehm, sì, lo so, è di oltre un mese fa… ma che volete, dopotutto ‘sto blog non è una pubblicazione periodica, piuttosto un ‘diversivo’, o un ‘divertimento’, insomma qualcosa per riflettere ‘scartando’ dalla doxa) NON sapevo ancora cosa sarebbe venuto dopo. Meglio, così posso rimediare con questo, di post.
Infatti a quello sono seguiti ben 5 incontri organizzati dal neonato Sindacato dei Traduttori Editoriali STRADE, per far dialogare traduttori e redattori, mostrando le loro esperienze. Sul sito appena menzionato (e linkato) si trovano annunciati anche gli altri, anche se non tutti, stranamente, ma si possono ricuperare tutti dallo spazio su Facebook della Casa delle traduzioni.
Di fatto, purtroppo non ho potuto partecipare a nessuno di quei seminari, e mi dispiace anche per le persone che conoscevo e avrei potuto incontrare, o magari mi aspettavano (beh, dài, non si può mai dire…).

Ma non è questo il senso del post attuale. Ciò che voglio sottolineare è che, in un certo senso, STRADE c’era già prima: solo che non si chiamava così, era ‘ospitato’ all’interno del Sindacato nazionale scrittori; quindi ora ha deciso di fare il grande passo e si è emancipato (un po’ come l’Illuminismo per Kant…).
Già il nome mi piace: fa venire in mente anzitutto i ‘compagni di strada’ (poputciki, po-russki), ormai messi definitivamente nell’oblio; e poi anche i versi (molto ben costruttivisti) di Antonio Machado: «Caminante, son tus huellas / el camino, y nada más; / caminante, no hay camino, / se hace camino al andar» (leggo adesso su Wikipedia che il suo vero nome è Antonio Cipriano José María y Francisco de Santa Ana Machado y Ruiz: che invidia!).
Allora auspico lunga vita a questa nuova associazione, sperando possa fare meglio di altre che si sono avvicendate nel passato, più o meno recente.
Con l’occasione abbino i miei auguri a un documento importante, sempre merito loro: quello che indica (suggerisce? prescrive?) ai redattori come comportarsi con i traduttori (e denominato, forse un po’ pomposamente, il “Decalogo”): traduttori decalogo

PS: il sito recita ‘Sindacato dei Traduttori Editoriali’ — peccato per questa concessione al modo di scrivere inglese, cioè con le iniziali (almeno dei sostantivi) maiuscole!

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